
PERUGIA
Perugia: etrusca fierezza
Perugia, dinamismo di guerre medioevali cubisticamente pietrificate”
(Filippo Tommaso Marinetti)
Situata sulla riva destra del Tevere, fu una potente città etrusca (lucumonia) nei secoli IV-III a. C., racchiusa da possenti mura fatte di enormi blocchi di travertino sapientemente tagliati e sovrapposti senza malta né cemento.
Dopo la sconfitta di Sentino, (295 a. C.) i Romani ne occupano il territorio, ma la città rimane fieramente e orgogliosamente legata alla cultura etrusca.
Dopo un periodo di relativo benessere la città fu coinvolta nella guerra civile tra Ottaviano e Marco Antonio, il cui fratello Lucio tentò di mantenere in essa una inutile resistenza, che si concluse con la distruzione e il saccheggio da parte dei vincitori. Ricostruita dallo stesso Ottaviano, divenuto Augusto, fu chiamata Augusta Perusia ed ebbe un ruolo abbastanza anonimo durante il periodo imperiale. I primi fermenti del Cristianesimo cominciarono ad essere introdotti intorno al s. IV; a partire dalla seconda metà del s. V si hanno notizie dell’esistenza di una diocesi perusina
Durante la guerra contro i Goti fu martirizzato nella città di S.Ercolano (548 d.C. di C.). Fu in possesso dei Bizantini per lungo tempo, terminando sotto il potere del Papato a partire dal sec.VIII
Perugia la fiera non ci sta, e non vuole sottostare né al potere del Papa né a quello dell’Imperatore, successore di quel Sacro Romano Impero fondato da Carlomagno.
A partire dal s. IX si hanno notizie delle prime istituzioni comunali. Gli abitanti del borgo firmano degli accordi che dapprima sono tra privati con i quali affermano la loro volontà di auto-gestione. La città sarà gestita dai Consoli e successivamente dai Priori con un Podestà ed un Capitano del Popolo. Perugia estese il suo potere sulla Valdichiana fino ai contrafforti degli Appennini. All’inizio del XIV sec. si manifestarono apertamente anche a Perugia quei fermenti di disgregazione che trovavano la loro ragion d’essere nella stessa struttura sociale. I contrasti che opposero i Raspanti (Borghesia) e i Becherini (nobiltà) .
La stagione delle Signorie ha visto alternarsi le figure di Biordo Michelotti, Braccio Fortebraccio, Niccolò Piccinino e Braccio Baglioni. Dopo la guerra del sale 1540. Il Papa Paolo III riesce a ridurre la città sotto il controllo di Governatori che ne limiteranno progressivamente la libertà e l’indipendenza.
Si deve a lui, a Paolo III , la costruzione di una Rocca, chiamata dai Perugini: Rocca Paolina, ma certo non in modo affettuoso.
Proprio nel centro della città, per 3 secoli fu a difesa della realizzata tra il 1540-1543 da Antonio da Sangallo il giovane, proprio nell’area occupata dalle case della Famiglia Baglioni.
Con l’occupazione Napoleonica si accese la speranza di un cambio di regime, sulla scia delle idee repubblicane portate da Napoleone, la città partecipò attivamente alle lotte per il Risorgimento. Il 20 giugno 1859 dei moti di insurrezione contro il Papato si accendono lungo le vie del Borgo Bello, oggi chiamato appunto Borgo XX giugno, ma le guardie Svizzere eseguirono feroci rappresaglie sulla popolazione civile. Solo il 14 settembre 1860, grazie all’intervento di un corpo di Bersaglieri, Perugia sarà annessa al Regno d’Italia e la Rocca Paolina, simbolo del Potere Papale sarà abbattuta dagli stessi Perugini e sulle sue rovine sarà realizzata la Piazza Italia.
I monumenti più importanti e più belli della città sono pertanto quelli che sorsero nei momenti storici più floridi, in cui la città ha potuto vivere momenti di pace e di indipendenza.
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