
CITTA' DI CASTELLO
Città di Castello
Tra Rinascimento e arte contemporanea nella Valle del Tevere
“Proveresti un gran piacere se riguardassi questa regione dall’alto dei colli: ti parrebbe infatti di scorgere non delle terre, ma un quadro dipinto con incredibile maestria: da tanta varietà, da così felice disposizione gli occhi traggono diletto ovunque si posino.”
Le parole di Plinio il Giovane (I-II secolo d.C.) sono sempre attuali, anche se lo scenario è mutato.
A distanza di secoli, un altro personaggio ha lasciato il suo ricordo: in questa valle e per i colli ubertosi passò san Francesco durante i suoi viaggi da Assisi alla Verna. A San Giustino c’era una fonte dedicata al santo menzionata in alcuni documenti, forse c’è ancora, e nel parco di Villa Graziani si trova una piccola cappella dove si narra che vi abbia trovato riposo. All’interno della cappella si conserva un affresco rappresentante il santo che riceve le stimmate (fatto avvenuto nel 1224 sul monte della Verna).
Questo territorio, con tutte le trasformazioni che si sono succedute nel tempo, conserva delle peculiarità a livello paesaggistico e architettonico che lo rendono un unicum, “una cartolina o un quadro dipinto”.
Città di Castello è situata nel nord dell’Umbria, terra di frontiera e allo stesso tempo ‘ porta dell’Umbria’.
Essa vanta antiche origini, fu municipium romano con il nome di Tifernum Tiberinum al tempo di Plinio il Giovane (II sec. d.C.), che possedeva una villa nelle vicinanze, a Colle Plinio (San Giustino).
L’antico tessuto medievale della città fu rinnovato in epoca rinascimentale per opera dalla famiglia Vitelli, che ottenne la città in vicariato dal papa, ma di fatto instaurò una signoria. I Vitelli edificarono quattro monumentali palazzi nei quartieri della città, tra cui Palazzo Vitelli alla Cannoniera, attuale sede della Pinacoteca Comunale.
A Città di Castello hanno operato importanti artisti, quali Luca Signorelli e il giovane Raffaello Sanzio.

